<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Collettivo Rivoluzione Permanente</title>
	<atom:link href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Jul 2023 18:58:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/wp-content/uploads/2022/10/cropped-logo_corep40-32x32.png</url>
	<title>Collettivo Rivoluzione Permanente</title>
	<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Intervento del CoReP al meeting di Milano</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/07/16/intervento-del-corep-al-meeting-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=64</guid>

					<description><![CDATA[Ieri gli organizzatori ci hanno invitato a esprimere chiaramente le nostre posizioni, cosa che cercherò di fare anche oggi, a nome del Collectivo Rivoluzone Permanente. Lo Stato imperialista russo ha... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/07/16/intervento-del-corep-al-meeting-di-milano/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
Ieri gli organizzatori ci hanno invitato a esprimere chiaramente le nostre posizioni, cosa che cercherò di fare anche oggi, a nome del Collectivo Rivoluzone Permanente.<br><br>

Lo Stato imperialista russo ha scatenato una guerra per ricolonizzare l&#8217;Ucraina. Prigogine, prima della sua recente caduta, e Putin, prima della sua imminente caduta, erano d&#8217;accordo su una cosa: dobbiamo tornare ai bei vecchi tempi prima della rivoluzione del 1917, prima che i Soviet decidessero di riconoscere il diritto delle ex colonie dell&#8217;imperialismo russo a separarsi. Sì, Lenin ha scritto più volte che la Russia dello zar era una potenza imperialista, nonostante le sue caratteristiche arretrate e feudali. <br><br>

Torniamo a oggi. Gli organizzatori hanno detto fin dall&#8217;inizio e ripetuto oggi che non si doveva adottare alcuna risoluzione. Se un lavoratore ucraino o russo viene a sapere che a luglio si è tenuto un incontro internazionale a Milano, con la partecipazione di 24 delegazioni, si chiederà: cosa avete deciso? <br><br>

Allora tutti questi delegati, tutte le organizzazioni che rappresentano, dovrebbero rispondere: niente! <br><br>

I partecipanti dovrebbero rispondere ai lavoratori dell&#8217;Ucraina e della Russia: abbiamo deciso che ci piaceva molto scambiare opinioni sul corso del mondo. Dopotutto, questo si è svolto in un Paese che non è sotto bombardamento, in un Paese in cui le persone non vengono arrestate e condannate per aver osato criticare l’ «<em> intervento speciale </em>». <br><br>

Per gli organizzatori, questo incontro dovrebbe dire ai proletari di tutto il mondo: non c&#8217;è nessuna emergenza, lavoratori dell&#8217;Ucraina e della Russia! La prova è che ci incontreremo di nuovo tra 6 o 12 mesi&#8230;<br><br>

Non neghiamo le profonde differenze che sono state espresse. Ad esempio, per alcuni delegati la Russia non è una potenza imperialista e la Cina è ancora uno Stato operaio degenerato. I più involontariamente comici hanno addirittura spiegato che la nazione italiana va difesa contro l&#8217;Unione Europea, ma non l&#8217;Ucraina contro lo Stato russo che la sta invadendo e bombardando.<br><br>

Per altri, o tutte le guerre sono da condannare, qualunque esse siano, o non ci possono più essere guerre progressive. Non c&#8217;è più una questione nazionale, perché la classe operaia è in maggioranza ovunque. <br><br>

Non si può decorare la sala di questo incontro con un ritratto di Lenin, sbarazzandosi del suo approfondimento della dialettica nel 1914-1915 e tornando al pensiero meccanico. Non si può rinunciare alle rivendicazioni democratiche in generale e ai diritti dei popoli oppressi in particolare, a cui Lenin ha dato la massima importanza per tutta la vita. Sulla linea: «<em> Fate spazio alla purezza della lotta di classe diretta. Viva la semplicità rassicurante dell&#8217;unico programma massimo </em>».<br><br>

Il disfattismo rivoluzionario si applica a Francia, Italia, Germania, Giappone, Stati Uniti, Cina, Russia&#8230; che sono delle potenze imperialiste. Il disfattismo rivoluzionario non si applica alla Palestina o all&#8217;Ucraina!<br><br>

Durante la Prima guerra mondiale, era giustificato insorgere in Irlanda contro il dominio britannico, anche se sembrava di fare un favore allo Stato imperialista tedesco. Gli insorti irlandesi avevano il diritto di ottenere armi dalla Germania, cosa che fecero. È stata la marina dello Stato imperialista britannico a impedirglielo.<br><br>

E oggi il popolo ucraino ha il diritto di difendersi, di rimanere separato dalla Russia, che vuole ricolonizzare. Opporsi a questo significa servire di fatto la borghesia imperialista russa. Opporsi non avvicina il tempo della rivoluzione proletaria, ma lo allontana, facilitando il controllo di Zelensky sul proletariato che vieta i partiti di opposizione, i sindacati e gli scioperi.<br><br>

In realtà, durante la Seconda guerra mondiale, era giustificato insorgere in India contro la dominazione britannica, anche se ciò faceva il gioco dell&#8217;imperialismo giapponese e tedesco nel breve periodo. Era giustificato che la Cina resistesse all&#8217;invasione giapponese e ricevesse armi dallo Stato imperialista americano.<br><br>

E oggi il popolo palestinese ha il diritto di difendersi dallo Stato coloniale israeliano. Opporsi ad esso significa servire la borghesia sionista. Opporsi non fa avanzare di un centimetro il proletariato mondiale, anzi getta gli oppressi nelle braccia dei nazionalisti islamisti, di Hamas, ecc. proprio come decenni fa furono gettati nelle grinfie dei nazionalisti panarabi come Fatah-OLP.<br><br>

Più che mai, nell&#8217;epoca del capitalismo in decomposizione, nell&#8217;epoca dell&#8217;imperialismo, le rivendicazioni democratiche svolgono un ruolo decisivo nella preparazione della rivoluzione, in particolare la richiesta di armare il popolo. Questo vale per le rivendicazioni degli oppressi di ogni tipo: come tutti i migranti respinti alle frontiere dell&#8217;Europa, il cui diritto di muoversi liberamente e di stabilirsi dove vogliono deve essere difeso, come sanno tutte le donne che vogliono vestirsi liberamente in Iran, tutte le donne che vogliono abortire nel sud degli Stati Uniti, tutte le ragazze che vogliono avere un&#8217;istruzione in Afghanistan. Lo stesso vale per le libertà democratiche che consentono il dibattito e l&#8217;azione, come sanno tutti gli scioperanti in Cina, Ucraina e Russia. <br><br>

Ciò che è vero è che la classe operaia è l&#8217;unica in grado di soddisfare queste richieste e che non può limitarsi e non si limiterà, non appena inizierà l&#8217;azione collettiva, a compiti democratici.<br><br>

<h3>L&#8217;internazionalismo esiste solo nella pratica</h3>

Ovviamente firmiamo l&#8217;appello contro la repressione attuata dallo Stato borghese argentino nella provincia di Jujuy. <br><br>

E coloro che qui condividono la convinzione che dobbiamo difendere il diritto del popolo ucraino ad avere un proprio Stato e a difendersi, e che allo stesso tempo vogliono porre fine alla NATO, alle sanzioni contro la Russia, che rivendicano tutti i diritti delle minoranze linguistiche e della classe operaia in Ucraina, per rovesciare il governo Zelensky, hanno la responsabilità di concertarsi e iniziare ad agire congiuntamente senza ulteriori ritardi: ritiro delle truppe russe! Abbasso la NATO! <br><br>

Non lasciamoci senza adottare misure pratiche per farlo. Come hanno detto i compagni che rappresentano la L5I e l&#8217;ITU, lavoriamo per l&#8217;unità rivoluzionaria attraverso l&#8217;azione comune.
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Risoluzione dal CoReP presentata al meeting di Milano</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/07/15/risoluzione-dal-corep-presentata-al-meeting-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=62</guid>

					<description><![CDATA[Cari compagni, Vi prego di scusare il mio italiano, che sto ancora imparando. Il Collettivo Rivoluzione Permanente desidera ringraziare le 6 organizzazioni italiane che hanno convocato e organizzato un incontro... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/07/15/risoluzione-dal-corep-presentata-al-meeting-di-milano/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
Cari compagni,<br><br>

Vi prego di scusare il mio italiano, che sto ancora imparando.<br><br>

Il Collettivo Rivoluzione Permanente desidera ringraziare le 6 organizzazioni italiane che hanno convocato e organizzato un incontro delle organizzazioni e tendenze internazionaliste di tutti i paesi.<br><br>

Il CoReP è definito da una piattaforma internazionale. Opera in Austria, Francia, Spagna e Turchia. Il suo obiettivo è contribuire alla costruzione del partito mondiale della rivoluzione socialista.<br><br>

L&#8217;intera umanità è minacciata dalla decadenza del capitalismo, in particolare dalla catastrofe climatica e dall&#8217;apocalisse nucleare. Come afferma l&#8217;Appello dei 6, l&#8217;ordine mondiale precedente è in crisi. Gli Stati Uniti circondano Russia e Cina con basi militari e flotte da guerra; la Russia ha invaso l&#8217;Ucraina; la Cina minaccia di invadere Taiwan. Tutti si stanno armando su scala massiccia.<br><br>

All&#8217;interno dell&#8217;umanità, solo una classe sociale, la classe operaia, può impedire la guerra. Per farlo, deve sottrarsi alla dominazione delle borghesie rivali e dei loro agenti al suo interno, i partiti operai borghesi. <br><br>

Come si legge nell&#8217;Appello dei 6, è essenziale inviare un messaggio internazionalista alla classe operaia. Questo incontro apre questa possibilità. Per questo motivo sottoponiamo un progetto di risoluzione in 7 punti:<br><br>

<h2 style="text-align:center;font-size:2em;">Risoluzione dal CoReP presentata al meeting di Milano</h2>

<h3>Il capitalismo decadente sta portando l’umanità verso la barbarie</h3>

Il modo di produzione capitalista, la cui forza motrice è il profitto, sta distruggendo l’ambiente della specie umana. Le crisi economiche si ripetono, lasciando ogni volta decine di milioni di lavoratori disoccupati e impoveriti. Le grandi potenze imperialiste che dominano il pianeta vogliono mantenere l’attuale divisione del mondo o metterla in discussione. La guerra sta devastando l’Ucraina. Gli Stati borghesi stanno cancellando le conquiste sociali, limitando le libertà, respingendo gli immigrati e rafforzando l’apparato di repressione e di guerra. Dei partiti politici borghesi cercano capri espiatori, esasperando religione, xenofobia, razzismo, misoginia, omofobia…<br><br>

<h3>Ritiro delle truppe russe dall’Ucraina</h3>

Lo Stato borghese russo ha invaso l’Ucraina e Putin ha attribuito l’indipendenza dell’Ucraina a un tradimento del Partito bolscevico. Grazie all’inevitabile sentimento nazionale e alla mancanza di motivazione nelle truppe russe, l’Ucraina non è stata conquistata. Il proletario russo è potenzialmente in grado di porre fine alla guerra, conquistare le libertà democratiche e stabilire relazioni fraterne con le minoranze nazionali al suo interno e con i popoli vicini dell’Europa e dell’Asia.<br><br>

<h3>Morte alla NATO, Stati Uniti Socialisti d’Europa!</h3>

La responsabilità delle organizzazioni operaie di massa degli Stai Uniti, della Cina, del Giappone, della Germania, della Gran Bretagna, della Francia, del Canada, dell’Italia ecc. è quella di porre fine alle alleanze militari del proprio Stato imperialista, di smantellare le sue basi e le sue flotte militari, di combattere il proprio governo borghese.<br><br>

<h3>Diritti per le nazionalità oppresse!</h3>

I Rohingya sono perseguitati dallo Stato birmano. Il Kashmir è vittima dello Stato indiano. I curdi sono una minoranza oppressa da diversi Stati capitalisti (Turchia, Siria, Iraq, Iran); hanno il diritto incondizionato di separarsi e unificarsi. Con il sostegno degli Stai Uniti, Israele continua la sua brutale colonizzazione della Palestina. La soluzione progressista può venire solo dall’unità del proletario dell’area, rovesciando lo Stato coloniale sionista e la monarchia giordana per stabilire una Palestina laica, multietnica e democratica. Questa può esistere solo nel quadro degli Stati Uniti Socialisti del Medio Oriente.<br><br>

<h3>Emancipazione femminile, libertà sessuale, laicità!</h3>

Lo Stato afghano ha allontanato le ragazze dalla scuola. Lo Stato iraniano impone l’uso del velo. Anche nel Paese economicamente e scientificamente più avanzato del modo, l’ala clericale e pro-fascista della borghesia limita il diritto all’aborto e conduce una campagna omofoba. Ovunque, la classa operaia deve assumere la guida della lotta per rendere la religione un affare privato, per avanzare verso una reale uguaglianza delle donne e per il rispetto degli orientamenti sessuali di tutti.<br><br>

<h3>No alla collaborazione di classe e alla subordinazione alla borghesia!</h3>

I tradimenti sempre ripetuti dei partiti “riformisti” e delle burocrazie sindacali corrotte contribuiscono a garantire la sopravvivenza del capitalismo in decomposizione. Lo dimostra il rifiuto dei vertici sindacali di indire lo sciopero generale in Francia e in Gran Bretagna. Lo dimostra anche l’impasse dell’assemblea costituente organizzata dal PCC e dal PS in Cile, il sostegno del DSA a Biden negli Stati Uniti, la partecipazione del SACP al governo Ramaphosa in Sudafrica, le politiche del governo PSOE-PCE-Podemos in Spagna, il sostegno del KPRF russo all’invasione dell’Ucraina, ecc. <br><br>

<h3>Rovesciamento del capitalismo, rivoluzione sociale, Internazionale dei lavoratori!</h3>

Per fermare la marcia verso la barbarie, i lavoratori coscienti devono unirsi, aiutando le masse a imporre una rottura tra le organizzazioni dei lavoratori e i movimenti degli oppressi e la borghesia sfruttatrice e reazionaria. L’obiettivo è espropriare il grande capitale, distruggere gli Stati borghesi rivali, sostituirli con governi operai basati sull’armamento del popolo e sui consigli operai, e pianificare la produzione e la distribuzione, per soddisfare le immense esigenze sociali, in modo da risparmiare il pianeta. Per raggiungere questo obiettivo, avevamo bisogno di un programma d’azione, di un vero partito operaio in ogni paese e di un’Internazionale comunista rivoluzionaria su scala mondiale.<br><br>

<h3>Per concludere</h3>

Il meeting internazionale di Milano decide di istituire un coordinamento internazionale per portare avanti questo obiettivo, iniziando con una campagna comune per il ritiro dell’esercito imperialista russo dall’Ucraina e l’abolizione della NATO.
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il proletariato russo può fermare la guerra imperialista in Ucraina!</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/06/29/il-proletariato-russo-puo-fermare-la-guerra-imperialista-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=59</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;imperialismo russo è invischiato nella guerra Decidendo di invadere l&#8217;Ucraina il 24 febbraio 2022, Putin ha commesso due errori. Si è sbagliato sulle capacità del suo esercito e si è... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/06/29/il-proletariato-russo-puo-fermare-la-guerra-imperialista-in-ucraina/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
<h3>L&#8217;imperialismo russo è invischiato nella guerra</h3>

Decidendo di invadere l&#8217;Ucraina il 24 febbraio 2022, Putin ha commesso due errori. Si è sbagliato sulle capacità del suo esercito e si è simmetricamente sbagliato sulla capacità di resistenza dell&#8217;Ucraina. Il fallimento iniziale dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, che mirava a prendere Kiev in pochi giorni, la cattiva accoglienza riservata alle truppe nonostante Putin avesse spiegato che stavano per rovesciare un regime fascista, la condotta caotica delle operazioni militari, con numerose perdite di uomini e materiali, erano già una prova della debolezza dell&#8217;imperialismo russo, nonostante tutte le benedizioni del Patriarca Cirillo.<br><br>

Grazie alla mobilitazione del sentimento nazionale, all&#8217;aiuto dei servizi segreti occidentali e all&#8217;addestramento di truppe ed equipaggiamenti militari da parte degli Stati membri della NATO, l&#8217;Ucraina riuscì persino a respingere l&#8217;esercito russo a nord, a est e parzialmente a sud, mentre quest&#8217;ultimo occupava ancora circa il 20% del territorio ucraino. Da allora, il fronte è rimasto impantanato senza alcun significativo passo avanti strategico da entrambe le parti, nonostante le decine di migliaia di morti.<br><br>

Come nel 2014, quando la Crimea è stata annessa e il Donbass è stato spartito, Putin ha fatto ricorso a diverse milizie indipendenti dall&#8217;esercito regolare russo, tra cui i battaglioni islamisti di Ramzan Kadyrov, a cui Putin ha delegato la gestione della Cecenia, e gli eserciti privati Patriot, Redut e Wagner.<br><br>

Come Academi (ex Blackwater), KBR, MVM, Vinnell, Custer Battles e altre società statunitensi, il gruppo Wagner è un&#8217;impresa capitalista con stretti legami con i vertici dell&#8217;apparato statale. È di proprietà dell&#8217;oligarca Prigogine, comandato dal neonazista Outkine e composto da mercenari con diversi gradi di esperienza ed ex detenuti. La milizia Wagner era già intervenuta per conto dello Stato russo durante la guerra del Donbass nel 2018, la guerra civile siriana nel 2015, la guerra civile libica nel 2020 e gli scontri nella Repubblica Centrafricana nel 2020, coinvolgendo anche il Ruanda&#8230;<br><br>

Ma il coinvolgimento di questa milizia in Ucraina avviene sotto il comando autonomo di Prigogine, in concomitanza con l&#8217;esercito regolare, il che è un&#8217;ulteriore prova della fragilità dell&#8217;imperialismo russo. La resistenza dell&#8217;Ucraina all&#8217;aggressione imperialista russa è per il momento la principale forza trainante dell&#8217;aumento delle difficoltà politiche del potere russo. La stragrande maggioranza del proletariato russo è rimasta spettatrice, senza manifestare alcun sostegno spontaneo alla guerra scatenata da Putin o poter mostrare una forte opposizione organizzata. Le autorità sono riuscite a contenere le ripetute e coraggiose manifestazioni di diverse migliaia di oppositori nelle principali città, aumentando il numero di pestaggi e arresti (2.000 secondo Novaya Gazeta), multe e pene detentive comminate da una magistratura agli ordini.<br><br>

Tuttavia, non ha avuto i mezzi politici per impedire che centinaia di migliaia di persone che avevano rifiutato di arruolarsi fuggissero dal Paese in seguito alla mobilitazione parziale decisa nel settembre 2022.

<h3>La Russia è imperialista</h3>

Solo l&#8217;SWP in Gran Bretagna credeva che l&#8217;URSS fosse capitalista ai tempi di Stalin. Oggi ci sono ancora organizzazioni &#8220;marxiste&#8221; che credono che la Russia non sia diventata capitalista: LO, il PTS e il PO in Argentina, ecc.<br><br>

L&#8217;intera borghesia russa nasce dallo stesso stampo: la disgregazione dell&#8217;Unione Sovietica nel 1991, i cui lavoratori non avevano alcun controllo sull&#8217;economia collettivizzata, e il ripristino del capitalismo nel 1992 (&#8220;terapia d&#8217;urto&#8221;). Dopo il fallimento di Gorbaciov nel tentativo di modernizzare l&#8217;economia introducendo maggiori forze di mercato, Eltsin ha abbandonato il piano, ha trasformato la forza lavoro in una merce e ha lasciato che gli ex burocrati stalinisti più in vista, gli uomini d&#8217;affari e i gangster si accaparrassero le spoglie delle proprietà statali dello Stato operaio degenerato. Da qui la mercificazione dell&#8217;economia, la ricomparsa della disoccupazione e l&#8217;aumento delle disuguaglianze di reddito e di ricchezza.<br><br>

Gli oligarchi che erano pronti a mettere all&#8217;asta ciò che poteva essere convertito in denaro contante a capitalisti stranieri sono stati messi da parte o liquidati da Putin dal 1999. Questo ex membro dei servizi segreti (FSB) messo in sella da Eltsin ha consolidato imprese industriali e bancarie di livello mondiale e ha ristabilito uno Stato borghese strutturato su un territorio in contrazione, riattivando il nazionalismo russo e la religione cristiana. La Russia ha preso un carattere imperialista almeno quanto lo era nel 1914 (Lenin ha chiaramente caratterizzato l&#8217;impero russo come una potenza imperialista nonostante le sue caratteristiche di arretratezza), mantenendo con la forza le minoranze nazionali, cercando di allentare l&#8217;accerchiamento militare operato dagli Stati Uniti ai suoi confini, intervenendo in Asia e in Africa per garantire il suo posto contro i suoi rivali (Stati Uniti, Cina, Germania, Giappone, Francia, Gran Bretagna&#8230;).<br><br>

Non c&#8217;è quindi alcuna differenza di natura tra un Putin, un Prigogine o, ad esempio, un Sechine, il capo del gruppo petrolifero Rosneft che è stato per un certo periodo vice primo ministro di Putin. Si conoscono tutti e fanno affari insieme, e le ramificazioni commerciali e politiche sono strettamente intrecciate. 

<h3>Divisioni nella borghesia russa</h3>

Ma di fronte alle difficoltà sul fronte militare e alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati, con le loro conseguenze politiche ed economiche, tra cui una maggiore dipendenza dalla vicina Cina, la borghesia nazionale si divide sulla linea d&#8217;azione da seguire.<br><br>

Sebbene ci sia inevitabilmente una fazione significativa della borghesia russa che vuole porre fine al più presto a questa disastrosa avventura in Ucraina, che sta portando a sostanziali perdite di reddito, essa non ha la forza di apparire pubblicamente fino ad ora nel quadro di un regime semi-dittatoriale. L&#8217;incarcerazione di Navalny serve da esempio.<br><br>

Quindi le due fazioni che ora si confrontano pubblicamente sono entrambe a favore della continuazione della guerra imperialista. Ma si oppongono sui mezzi da attuare e, da lì, sulla forma del regime che dovrebbe guidarli.<br><br>

La fazione dietro Putin è favorevole a continuare la guerra, ma senza spingere la politica estera e interna oltre ciò che ritiene di poter controllare. A livello internazionale, questa fazione è ben consapevole, ad esempio, che l&#8217;uso di armi nucleari tattiche per sconfiggere l&#8217;Ucraina, pur essendo tecnicamente possibile, porterebbe a un notevole peggioramento delle sanzioni economiche e all&#8217;isolamento della Russia. Sul fronte interno, questa fazione teme che una militarizzazione totale della società, una &#8220;mobilitazione generale&#8221;, incontrerebbe una tale resistenza da parte della classe operaia, delle minoranze nazionali, delle donne e dei giovani da essere minacciata e potrebbe essere rovesciata, perché anche se i lavoratori non si sono mossi collettivamente per il momento, sarebbe una questione diversa se la maggioranza dei giovani dovesse andare al fronte. Questa frazione maggioritaria governa a vista, empiricamente.<br><br>

L&#8217;altra fazione emersa è favorevole all&#8217;intensificazione dello sforzo bellico, alla militarizzazione, alla mobilitazione e alla repressione degli oppositori. Prigogine ne è stato la punta di diamante, ma aveva necessariamente sostegni nell&#8217;apparato statale e nella borghesia, se non altro per la posizione acquisita. Prigogine difende apertamente la strada del fascismo, mescolando accenti populisti contro gli imboscati, i generali incompetenti, i profittatori e i corrotti (di cui fa parte), defende una militarizzazione a oltranza.<br><br>

<quote class='citations'>Se i russi comuni continueranno a raccogliere i loro figli in bare di zinco mentre i figli dell&#8217;élite si abbronzano il culo al sole, la Russia potrebbe affrontare una crisi del tipo delle rivoluzioni nel 1917 che ha portato alla guerra civile. La divisione potrebbe finire, come nel 1917, in una rivoluzione. Siamo in una situazione in cui potremmo semplicemente perdere la Russia. (Prigogine, 24 maggio)</quote><br><br>

Prigogine raccomanda l&#8217;introduzione della legge marziale, una mobilitazione generale e un&#8217;economia di guerra. L&#8217;opposizione tra le due fazioni assunse così una dimensione politica e non solo militare.

<h3>Il tentativo di colpo di Stato di Prigogine</h3>

La lotta tra queste due fazioni subì una svolta dagli scontri tra i russi a Bakhmut, dalla cattura e la detenzione di un alto ufficiale dell&#8217;esercito russo da parte delle truppe di Wagner, dalle accuse di Wagner che l&#8217;esercito russo aveva bombardato le sue posizioni e si era rifiutato di fornirgli armi e munizioni, ecc.<br><br>

In accordo con Putin, che fino a quel momento aveva protetto Prigogine, il comando dell&#8217;esercito russo decise di rimettere in riga tutte le milizie, in particolare Wagner, e di mettere a tacere ogni critica alla sua condotta operativa. In primo luogo, fu interrotto il reclutamento diretto di Wagner nelle carceri, poi fu introdotto l&#8217;obbligo di firmare un contratto di fedeltà al comando militare russo. Ciò scatenò la reazione di Prigogine e il suo tentativo di colpo di Stato militare, senza dubbio ben prima di essere pienamente preparato, poiché comportava la scomparsa delle sue forze con brevissimo preavviso.<br><br>

Il 23 giugno, con una facilità sconcertante, i mercenari di Wagner si impadronirono di Rostov &#8220;senza sparare un colpo&#8221;, poi percorsero in colonna migliaia di uomini ed equipaggiamenti militari per quasi 800 km su strada in direzione di Mosca, fino ad arrivare a meno di 200 km dalla capitale russa senza incontrare alcuna forte resistenza, se non il coinvolgimento di alcuni aerei dell&#8217;aviazione che furono abbattuti. Al contrario, almeno un reggimento dell&#8217;esercito regolare ha giurato fedeltà a loro, mentre altri si sono rifiutati di combattere. Prigogine ha invitato la guardia nazionale e la popolazione a &#8220;liberarsi&#8221;, ma le scene di fraternizzazione sono rimaste limitate.<br><br>

<quote class='citations'>È stato Putin a scatenare la guerra civile. Invece di mandare in pensione uno o due degenerati [i generali che comandano l’esercito russo, NDR], ha dato l&#8217;ordine di neutralizzare l&#8217;unità più capace di combattere di tutta la Russia. La vita di uno o due traditori è stata anteposta a quella di 25.000 eroi. (Prigogine, 23 giugno)</quote><br><br>

Data la gravità della situazione, Putin ha mobilitato l&#8217;FSB e ha tenuto un discorso alla nazione.<br><br>

<quote class='citations'>La Russia sta combattendo la guerra più difficile per il suo futuro, respingendo l&#8217;aggressione dei neonazisti e dei loro sponsor. Tutte le macchine militari, economiche e informatiche dell&#8217;Occidente sono rivolte contro di noi. [&#8230;] Stiamo combattendo per la vita e la sicurezza del nostro popolo&#8230; Tutto ciò che ci indebolisce deve essere messo da parte. I nostri nemici esterni usano ogni argomento per minarci dall&#8217;interno. Quindi le azioni che dividono la nostra unità sono atti di tradimento contro il nostro popolo, i nostri fratelli in armi che stanno combattendo in prima linea. È una pugnalata alle spalle del nostro Paese e del nostro popolo. È esattamente quello che è successo nel 1917, quando il nostro Paese ha partecipato alla Prima guerra mondiale ma è stato derubato della vittoria. Gli intrighi e i litigi fatti alle spalle dell&#8217;esercito si sono rivelati la più grande catastrofe, la distruzione dell&#8217;esercito e dello Stato, la perdita di enormi territori, portando alla tragedia e alla guerra civile. I russi uccidevano i russi, i fratelli uccidevano i fratelli. Ma a beneficiarne furono vari politici di ventura e potenze straniere che divisero il Paese e lo ridussero in più parti. Non permetteremo che ciò accada. (Putin, mattina del 24 giugno)</quote><br><br>

Al quale Prigogine ha immediatamente risposto su Telegram: «<em> Putin ha fatto la scelta sbagliata. La peggiore per lui. Presto avremo un nuovo presidente. </em>»

<h3>Un accordo all&#8217;ultimo respiro che non risolve nulla</h3>

Ma, come dicevano i greci, «<em> la strada dalla tazza alle labbra è lunga </em>». Nonostante i suoi appelli al &#8220;popolo&#8221;, Prigogine non ha visto emergere alcuno sostegno politico o militare di un certo peso per approvare il suo tentativo di putsch. Al contrario, i principali leader militari e politici si schierano prudentemente dietro Putin o tacciono. Privato di legami e appoggi decisivi, ecco Prigogine che fa un passo nel vuoto…<br><br>

Dall&#8217;altro lato, Putin non è sicuro di nulla, in particolare della lealtà e del valore delle forze armate che dovrà opporre ai mercenari di Prigogine. Il suo riferimento al 1917 dimostra che è dalla parte dello zar (o di Kerensky), condannando la rivoluzione come un tradimento della patria. Ma questo non poteva rassicurarlo sulla solidità del suo regime. Se non aveva i mezzi per schiacciare immediatamente i 25.000 uomini in marcia su Mosca, come suggeriva la loro fulminea avanzata, tutto era possibile.<br><br>

Gli avversari si accordano per scongiurare qualsiasi rischio di rivoluzione, anche se, a differenza del 1917, in Russia non esiste oggi un partito operaio rivoluzionario.<br><br>

Allora le due forze che sembravano inesorabilmente contrapposte l’una all’altra, raggiungono sorprendentemente un accordo nel pomeriggio del 24 giugno, il cui contenuto esatto non è reso pubblico. Il capo dei «<em> traditori </em>» fa tornare indietro i suoi uomini. A tutti è stata concessa l&#8217;amnistia e non saranno perseguiti. Il presidente bielorusso Lukashenko, tirato fuori come un coniglio dal cappello, ospiterà Prigogine e i mercenari che desiderano seguirlo. Gli altri sono stati invitati a tornare a casa o a firmare un contratto per unirsi all&#8217;esercito russo.<br><br>

Dal giorno dopo, le missioni di Wagner in Africa consistendo principalmente nel proteggere dittatori e capi di Stato corrotti in non meno di 12 Paesi, a pagamento, e anche nel beneficiare dei diritti di sfruttamento e saccheggio delle risorse per conto del capitalismo russo, sono confermati da Lavrov, il Ministro degli Affari Esteri di Putin.<br><br>

Nuovi attacchi missilistici e di droni si abbattono sull&#8217;Ucraina, come se nulla fosse.

<h3>Per gettare le basi per un partito operaio rivoluzionario in Russia</h3>

Tuttavia, questo colpo di Stato, anche se abortito, è il segno di un profondo indebolimento del regime russo, che è invischiato in una guerra imperialista che ha voluto e dalla quale non può uscire vittorioso con la forza delle armi o sconfitto con il ritiro dall&#8217;Ucraina. La pusillanimità di Putin nei confronti del &#8220;traditore&#8221; Prigogine, nonostante sia stato avvelenato o ucciso in un incidente stradale poco tempo dopo, testimonia questa debolezza. Fa presagire altre possibili spaccature tra le frazioni della borghesia russa che Putin avrà sempre meno mezzi per tenere nascoste. Ma potrebbe anche preannunciare l&#8217;arrivo del proletariato russo sul proprio terreno di classe.<br><br>

Al proletariato russo mancano soprattutto un programma di classe e un&#8217;organizzazione politica di classe. La minima richiesta economica su scala nazionale, la minima richiesta democratica si scontrano immediatamente con il regime capitalista semi-dittatoriale incarnato oggi da Putin. Ciò significa che esse sono immediatamente rivoluzionarie, nel senso che soddisfarle significa infliggere colpi mortali al regime, portare in primo piano il suo rovesciamento. Quindi questa organizzazione politica di classe non può che essere rivoluzionaria se è coerente e fedele agli obiettivi che propone.<br><br>

Dobbiamo quindi far rivivere la tradizione del Partito bolscevico e iniziare a mettere insieme gli elementi costitutivi di questo programma per consentire alla classe operaia russa di costruire la sua organizzazione rivoluzionaria.<br><br>

In primo piano in questo programma devono esserci:

<ul><li>La classe operaia, la grande maggioranza della popolazione russa, ha bisogno di pace, non di una guerra imperialista contro i nostri vicini ucraini.</li>
<li>Fine immediata della guerra coloniale che la borghesia russa ha scatenato contro l&#8217;Ucraina!</li>
<li>Ritiro delle truppe russe, restituzione all&#8217;Ucraina dei territori conquistati! </li>
<li>Soldati al fronte, rivolgete le armi contro i vostri generali e imponete l&#8217;immediata cessazione dei combattimenti!</li>
<li>Rimpatrio immediato di tutti i soldati dal fronte alle loro case! </li>
<li>Diritti democratici per i soldati di rango e di file!</li></ul>

Il governo ucraino è un governo capitalista. È fortemente sostenuto dagli imperialisti nordamericani e dell&#8217;Europa occidentale che si oppongono all&#8217;imperialismo russo, raggruppati nella NATO e attorno ad essa. Ma il proletariato russo non ha alcun interesse a scontrarsi con il proletariato ucraino. Al contrario, se il proletariato russo riuscirà, contro i suoi generali, a imporre la pace, potrà trovare i mezzi per rinnovare i legami con il proletariato ucraino e lottare insieme per la loro emancipazione.<br><br>

Il governo di Putin non può tollerare alcuna opposizione; arresta, manganella, giudica e imprigiona. 

<ul><li>Rilascio immediato di tutti i prigionieri politici! </li>
<li>Legalizzazione dell&#8217;associazione Memorial! </li>
<li>Rispetto delle libertà democratiche e delle minoranze nazionali!</li>
<li>Separazione tra Stato e Chiesa ortodossa!</li></ul>

I responsabili della guerra imperialista sono i capitalisti russi, il loro governo con Putin e tutta la sua cricca che stanno monopolizzando la ricchezza prodotta dalla classe operaia in Russia, che stanno rubando e sequestrando la ricchezza prodotta in Africa e che hanno messo gli occhi sull&#8217;Ucraina per lo stesso scopo. 

<ul><li>Né Putin, né Prigogine! </li>
<li>Abbasso il governo dei capitalisti! </li>
<li>Formazione dei consigli dei lavoratori, degli studenti e dei soldati!</li>
<li>Esproprio di tutti gli oligarchi! </li>
<li>Per un governo operaio in Russia che faccia rivivere la rivoluzione dell&#8217;ottobre 1917 e in particolare l&#8217;internazionalismo proletario!</li></ul>

Il movimento operaio degli altri Paesi imperialisti deve ricordarsi che il nemico principale è la sua stessa borghesia e deve incoraggiare la lotta di classe dei suoi fratelli e sorelle in Russia, lottando per :

<ul><li>L&#8217;abolizione della NATO, </li>
<li>Il ritiro delle truppe americane dall&#8217;Europa, la chiusura di tutte le basi militari americane, francesi e britanniche, il ritiro delle flotte da guerra dalle acque internazionali, la fine delle interferenze del proprio Stato all’estero,</li>
<li>Il ripristino in Ucraina delle libertà democratiche soppresse da Zelenski, il rispetto della lingua russa da parte dello Stato ucraino, l&#8217;autodeterminazione della popolazione del Donbass,</li>
<li>Il rovesciamento di tutti i governi borghesi, per gli Stati Uniti d&#8217;Europa socialisti aperti alla Russia e all&#8217;Ucraina.</li></ul>

</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Primo maggio: per porre fine al capitalismo in decomposizione, per il potere dei lavoratori!</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/05/01/primo-maggio-per-porre-fine-al-capitalismo-in-decomposizione-per-il-potere-dei-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=55</guid>

					<description><![CDATA[La sopravvivenza del capitalismo minaccia l&#8217;umanità Coloro che sono al potere chiacchierano tutti, a modo loro, di democrazia, ecologia e pace, ma sovvenzionano le imprese estrattive, manifatturiere e agricole capitaliste... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2023/05/01/primo-maggio-per-porre-fine-al-capitalismo-in-decomposizione-per-il-potere-dei-lavoratori/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
<h3>La sopravvivenza del capitalismo minaccia l&#8217;umanità</h3>

Coloro che sono al potere chiacchierano tutti, a modo loro, di democrazia, ecologia e pace, ma sovvenzionano le imprese estrattive, manifatturiere e agricole capitaliste che sprecano le risorse naturali, emettono gas a effetto serra e inquinano durevolmente l&#8217;ambiente. Gli Stati borghesi dedicano budget sempre maggiori allo spionaggio, alla repressione della popolazione e agli eserciti. Mentre una parte significativa della popolazione, anche nei paesi imperialisti, non mangia in modo adeguato, non ha un alloggio decente e non ha accesso a un&#8217;assistenza sanitaria e a un&#8217;istruzione di qualità, la spesa militare globale nel 2021 supererà i 2.000 miliardi di euro, pari a quasi il 6% dei bilanci statali. <br><br>

L’Etiopia ha schiacciato l’insurrezione del Tigray nel novembre 2022 con l&#8217;aiuto dell&#8217;esercito eritreo. La Russia sta conducendo una guerra coloniale e distruttiva in Ucraina. La dittatura militare in Birmania ha scatenato una guerra civile contro i popoli che vivono là. Il territorio della Siria è contesa tra il seviziatore regime Baath, sostenuto da Russia e Iran, e le fazioni islamiste, alcune delle quali appoggiate dalla Turchia. Israele bombarda periodicamente la Siria e talvolta il Libano. La Turchia occupa parte della Siria e bombarda in Iraq. Due frazioni dell&#8217;esercito si contendono il Sudan. Le due principali potenze imperialiste (Stati Uniti e Cina) si sfidano militarmente nel Mar Cinese. <br><br>

Il riscaldamento globale continua, incontrollato, nonostante gli accordi internazionali (COP), a causa della logica di profitto, della rivalità tra Stati e della concorrenza tra aziende. È accompagnato da inquinamento ambientale, perdita di diversità biologica, crescente scarsità di acqua dolce, deforestazione massiccia e deterioramento delle terre coltivabili. Senza dimenticare le drammatiche pandemie provocate da agenti patogeni di origine animale (ebola, covid, ecc.), il risultato prevedibile della brutale pressione della produzione capitalistica umana sugli habitat naturali di altre specie.<br><br>

<h3>Rallentamento economico globale e inflazione</h3>

Il capitalismo funziona in modo ciclico ed è inevitabilmente scosso da crisi economiche che ristabiliscono temporaneamente le condizioni per l&#8217;espansione dell&#8217;accumulazione del capitale. Ma, grazie ai sussidi governativi alle proprie aziende e alle politiche permissive delle banche centrali, la distruzione di capitale su scala mondiale è stata limitata nelle recessioni recenti, compresa quella del 2020-2021. Di conseguenza, le fasi di espansione economica che succedono a loro sono limitate e sembrano essere più brevi: secondo il FMI, la crescita globale dovrebbe limitarsi al 2,8% nel 2023.<br><br>

A ciò si aggiunge la rinascita del protezionismo in tutte le sue forme, che porta a una certa frammentazione del mercato mondiale, limitando la crescita globale e alimentando l’inflazione: Secondo l&#8217;OMC, il commercio internazionale di beni e servizi crescerà solo dell&#8217;1,7% nel 2023.<br><br>

La ripresa scorsa si è stata accompagnata da un&#8217;impennata dell&#8217;inflazione: 8,7% di aumento dei prezzi a livello mondiale nel 2022, secondo il FMI. In diversi Stati, la moneta non svolge più adeguatamente il suo ruolo: nel 2022, l&#8217;inflazione in Turchia ha superato il 64% e il 94% in Argentina. In realtà, l&#8217;aumento dei prezzi dell’alimentazione, dell&#8217;energia e delle abitazioni supera di gran lunga il tasso medio di aumento dei prezzi e ha raggiunto un livello doloroso per i dipendenti nei tutti Paesi.<br><br>

Di fronte all&#8217;inflazione, la politica monetaria restrittiva delle principali banche centrali tende a spingere verso l&#8217;alto i tassi di interesse a livello mondiale, a scapito delle economie nazionali più deboli, degli Stati più indebitati, e delle società &#8220;zombie&#8221; non redditizie, comprese le banche più deboli. L&#8217;aumento dei tassi bancari sta avendo un impatto particolare sulle famiglie di lavoratori indebitate nei Paesi in cui il credito bancario è a tasso variabile. <br><br>

<h3>Le rivalità imperialiste innescano un&#8217;escalation militare globale</h3>

Nel periodo di declino del capitalismo (la fase imperialista), gli Stati principali difendono inevitabilmente la vecchia divisione del mondo che era vantaggiosa per loro, oppure la sfidano per spianare la strada ai loro gruppi capitalistici contro i concorrenti stranieri. <br><br>

La situazione mondiale è segnata dalla crescente rivalità tra gli Stati Uniti, che rimangono la prima potenza imperialista, e la Cina, una potenza imperialista in ascesa che sta sfidando la spartizione del mondo. Le altre potenze imperialiste (Giappone, Germania, Gran Bretagna, Francia, Russia, Italia, ecc.) erano straziate tra questi due poli. <br><br>

Il governo statunitense sta cercando di strangolare il capitalismo cinese limitando le sue esportazioni e privandolo dei componenti elettronici di cui ha bisogno per potenziare di gamma la sua industria (e il suo esercito). In termini militari, il governo statunitense ha di gran lunga il budget militare più elevato del mondo. Con la scusa della guerra imperialista della Russia contro l&#8217;Ucraina, sta rafforzando la NATO. Ha inoltre firmato un nuovo accordo di cooperazione militare con Australia e Gran Bretagna (Aukus) nel 2021 e sta intensificando le manovre militari con i suoi alleati, tra cui Filippine e Giappone, nel Mar Cinese. La Cina, da parte sua, sta unendo le forze con Russia e Brasile. Con il secondo budget militare più grande al mondo, sta consolidando il controllo di Hong Kong, militarizzando gli isolotti nel Mar Cinese e intensificando le manovre militari nello Stretto di Taiwan.<br><br>

L&#8217;ascesa globale del militarismo generalizzato sta avvenendo senza alcuna preoccupazione di limitare l&#8217;inquinamento o di risparmiare energia. L&#8217;esercito borghese e i suoi servizi segreti non sono solo un peso fiscale per i lavoratori, ma anche uno strumento repressivo contro la loro emancipazione.<br><br>

<h3>Pienamente la reazione </h3>

Nelle economie più avanzate, i governi stanno tornando indietro rispetto alle precedenti conquiste sociali. Anche le democrazie borghesi più consolidate limitano le libertà: spionaggio sistematico delle popolazioni, limitazioni del diritto di sciopero, di viaggio, di manifestazione, di pubblicazione, ecc. Gli ex presidenti (Trump, Bolsonaro) contestano le elezioni quando vanno contro di loro e lanciano bande fasciste per fare pressione sulle istituzioni. Ovunque, dei partiti politici borghesi e dei demagoghi populisti puntano su xenofobia, religione, razzismo, machismo, cospirazione&#8230; I lavoratori immigrati, le donne lavoratrici e le minoranze etniche, religiose o sessuali sono le prime vittime dell&#8217;ascesa della reazione globale. <br><br>

Lo Stato indiano perseguita i musulmani e occupa militarmente il Kashmir. Israele, basato sulla colonizzazione della Palestina, la sta inevitabilmente continuando in Cisgiordania e a Gerusalemme, aggravando l&#8217;apartheid contro gli arabi all&#8217;interno dei suoi confini. La Russia capitalista può difendersi di fronte alle pressioni militari ed economiche degli Stati Uniti e dell&#8217;Unione Europea solo negando il diritto all&#8217;esistenza dell&#8217;Ucraina e reprimendo sempre più la propria popolazione. La Turchia perseguita i curdi all&#8217;interno dei suoi confini e il suo esercito li attacca in Iraq e in Siria. In Iran, il regime degli Ayatollah opprime più che mai le donne e le minoranze nazionali. Il regime quasi-feudale dei Talebani, tornato al potere nel 2021, ora proibisce alle donne urbane di lavorare e alle ragazze di studiare.<br><br>

<h3>La crisi della leadership del movimento operaio</h3>

Dal 1° maggio 2022, la popolazione attiva ha condotto grandi lotte in tutti i continenti, in particolare in Perù, contro la destituzione del presidente eletto e la repressione della polizia ; in Iran, contro il velo obbligatorio ; in Cina, contro l&#8217;eccessiva reclusione ; in Gran Bretagna, Sri Lanka, Belgio, Austria, Repubblica Ceca, Germania e Stati Uniti… contro l&#8217;inflazione ; in Francia, contro l&#8217;aumento dell&#8217;età pensionabile.<br><br>

Ma gli apparati che costituiscono l&#8217;attuale leadership della classe operaia mondiale non servono davvero gli interessi dei lavoratori. La maggior parte dei sindacati rimane nelle mani di burocrazie corrotte, a volte legate a partiti borghesi, come negli Stati Uniti, in Argentina e in Algeria. Di conseguenza, in Gran Bretagna, Belgio e Francia…, i leader sindacali si rifiutano di indire uno sciopero generale fino alla vittoria. In Gran Bretagna, hanno persino sospeso gli scioperi in occasione della morte della regina.<br><br>

La restaurazione del capitalismo nel 1992 in Russia e in Cina ha aggravato la crisi del movimento operaio. I vecchi partiti borghesi-lavoratori (&#8220;laburisti&#8221;, &#8220;socialdemocratici&#8221;, &#8220;comunisti&#8221;) sono più obbedienti che mai alla loro classe dirigente. I partiti che si sono stati creati sullo stesso modello (PT brasiliano, DL tedesco, Respect britannico, Syriza greco, Podemos spagnolo, LFI francese, PT belga, PSOL brasiliano…) non sono migliori. <br><br>

Il LP britannico, più monarchico che mai, è favorevole alla NATO e rifiuta di sostenere gli scioperi ; il SPD tedesco governa con i Verdi e il Partito Liberale; il PSOE, il PCE e Podemos formano un governo social-imperialista in Spagna, entusiasta dell&#8217;escalation militare della NATO ; in Brasile, il vicepresidente di Lula è un vecchio politico borghese che si oppone al diritto all&#8217;aborto e si inginocchia davanti allo stato maggiore dell&#8217;esercito ; in Nepal, l&#8217;UCPN-M è attualmente membro del governo borghese ; il SACP è membro del governo borghese in Sudafrica ; il KPRF russo sostiene l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina ; i DSA statunitensi sono nel Partito Democratico e fanno da tirapiedi all&#8217;imperialista Biden ; e così via.<br><br>

<h3>Il centrismo contribuisce alla confusione e frammentazione</h3>

La leadership della Quarta Internazionale, creata per sostituire l&#8217;Internazionale dei Lavoratori e l&#8217;Internazionale Comunista, ha rivisto il suo programma nel 1949-1951. La scissione che ne è seguita e che è tuttora in corso ha dato origine a una profusione di sette sterili e a una ventina di correnti opportuniste rivali, tutte adattate al &#8220;riformismo&#8221; o al nazionalismo borghese.<br><br>

Il 3 settembre, il PTS e il PO argentini, insieme ai partiti borghesi al potere, hanno votato una mozione nel parlamento regionale di Buenos Aires &#8220;per la pace sociale&#8221;. Negli ultimi mesi, LO, il NPA-B, CR e RP francesi, il SWP, il SP, l&#8217;AWL, il ACR e il WF britannici si sono allineati agli apparati sindacali che hanno moltiplicato le &#8220;giornate d&#8217;azione&#8221; e sparpagliato gli scioperi. Durante la pandemia di covirus, dei &#8220;trotskisti&#8221; (LO, NPA e RP in Francia, SL negli USA, RKOB in Austria, ecc.) hanno appoggiato le manifestazioni contro le maschere e i vaccini guidate da cospirazionisti e fascisti.<br><br>

Alcune organizzazioni che incarnano il &#8220;trotskismo&#8221; nei loro Paesi sono entrate in blocchi con gli islamisti: il SWP britannico con Respect nel 2004, il PT algerino con la Piattaforma di Roma nel 1995. Dal 2011 in poi, diversi gruppi che si dichiarano trotskisti (la CST brasiliana, la IS argentina, la RKOB austriaca, il CWG neozelandese, ecc.) hanno presentato i jihadisti come leader di una rivoluzione in Siria, e uno di loro (la LOI argentina) ha persino fornito loro truppe. <br><br>

Diverse organizzazioni propongono l&#8217;assemblea costituente in Paesi in cui può avere solo una funzione controrivoluzionaria: il PTS, il PO e il MST in Argentina, il PTU e la CST in Perù, il POI e il POID in Francia&#8230; Altre presentano i poliziotti come lavoratori come tutti gli altri: il SP britannico, LO francese, il PSTU brasiliano, il SP irlandese&#8230; Tutti rifiutano di sostenere e organizzare l&#8217;autodifesa contro la polizia, l&#8217;esercito e i fascisti. <br><br>

Molte correnti &#8220;trotskiste&#8221; si rifiutano di condannare l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina o mettono sullo stesso piano l&#8217;oppressore sionista e il popolo arabo oppresso in Palestina/Israele. Alcune rifiutano di aprire le frontiere ai rifugiati, ai lavoratori e agli studenti. <br><br>

<h3>Per l&#8217;Internazionale rivoluzionaria dei lavoratori, per la rivoluzione socialista mondiale</h3>

La borghesia, anche nei Paesi dominati, non può più svolgere un ruolo progressista. La strategia che risponde alla fase imperialista è la rivoluzione permanente adottata nel XX secolo dalla Quarta Internazionale. <br><br>

È possibile porre fine a questo mondo marcio se, al di là delle frontiere, l&#8217;avanguardia dei lavoratori si unisce in un&#8217;Internazionale operaia rivoluzionaria basata sul marxismo. In ogni Stato, l&#8217;Internazionale aiuterà a costruire un partito di tipo bolscevico per espropriare il grande capitale e distruggere lo Stato borghese, istituendo un governo operaio basato su consigli armati dei lavoratori nelle città e nelle campagne.<br><br>

Allora la classe operaia potrà prendere il potere alla testa delle lotte contro lo sfruttamento e l&#8217;oppressione, per le libertà democratiche e i diritti delle nazioni oppresse, per l&#8217;uguaglianza delle donne e per la difesa dell&#8217;ambiente. La dittatura del proletariato aprirà la strada al socialismo-comunismo mondiale senza Stato, un modo di produzione basato sull&#8217;uguaglianza e sulla solidarietà, in cui i lavoratori gestiranno consapevolmente le risorse, la produzione e la distribuzione a beneficio dell&#8217;umanità presente e futura.<br><br>

<center>1 maggio 2023</center>

<center>CoReP (Argentina, Austria, Francia, Spagna, Turchia)</center>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Collettivo rivoluzionario permanente alla conferenza dell’OTI</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2022/10/29/collettivo-rivoluzionario-permanente-alla-conferenza-delloti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2022 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=50</guid>

					<description><![CDATA[Compagni, il PCL e il Collettivo rivoluzionario permanente hanno sottoscritto due dichiarazioni comuni su un evento maggiore della lotta di classi, l’invasione dell’Ucraina. Il CoRep ha quindi proposto di proseguire... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2022/10/29/collettivo-rivoluzionario-permanente-alla-conferenza-delloti/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
Compagni,<br><br>

il PCL e il Collettivo rivoluzionario permanente hanno sottoscritto due dichiarazioni comuni su un evento maggiore della lotta di classi, l’invasione dell’Ucraina. Il CoRep ha quindi proposto di proseguire in questa direzione per far fronte ad una fusione su un programma chiaro.<br><br>

<quote class='citations'>In seguito alla convergenza sull’Ucraina… possiamo considerare di andare verso una fusione se si adottano delle dichiarazioni comuni… su tutti i problemi importanti della lotta delle classi mondiali; se un bollettino interno comune sui tre testi del PCL e la piattaforma del Collettivo rivoluzionario permanente è predisposto per preprarare democraticamente la conferenza internazionale; con la convocazione a una conferenza internazionale comune… (Lettera del CoReP ai gruppi e organizzazioni provenienti dalla Coordinazione per la rifondazione della IV Internazionale, 19 giugno 2022)</quote><br><br>

Il CoReP si è urtato contro un rifiuto. Gli è stato proposto di inviare due osservatori alla conferenza di “rifondazione dell’Opposizione trotskysta internazionale”. Opposizione a cosa, a chi?<br><br>

Si tratterebbe di “una struttura transitoria di raggruppamento di militanti trotskisti conseguenti, in lotta per sviluppare, fuori da ogni opportunismo e settarismo, la battaglia per l’Internazionale” (Tesi dell’OTI sulla crisi della IV Internazionale, 17). La IV Internazionale è stata distrutta come centro internazionale dalla sua propria direzione revisionista dal 1949 al 1953 e nessuna sanzione è rimasta sul terreno del programma comunista. Più di 60 anni dopo, non c’è quindi nessuna possibilità di ricostruzione, di riunificazione, di rifondazione, di rigenerazione, non più delle defunte Internazionali comuniste, Internazionale operaia, Associazione internazionale dei lavoratori e Lega dei comunisti.<br><br>

<quote class='citations'>La grande maggioranza delle organizzazioni che si richiamano al trotskismo ha subito un più limitato processo di degenerazione politica, che le ha portate ad esprimere posizioni politiche di tipo centrista o centrista di sinistra senza aver rotto tutti i loro legami col trotskismo. (Tesi dell’OTI sulla crisi della IV Internazionale, 17)</quote><br><br>

Eh no, compagni! Non possiamo essere al tempo stesso lontani dal trotskismo e sul terreno del “marxismo rivoluzionario”. Non basta proclamarsi marxista per essere marxista, leninista per essere leninista, trotskista per essere trotskista. In pratica, tra gli invitati a questa conferenza, figurano delle organizzazioni che, certamente, sono più grandi che il CoReP, ma non condividono in nessun modo la posizione del PCL sull’Ucraina. Come il Partido obrero semi-riformista in Argentina che ha rivendicato l’assemblea costituente nel 2002, senza organizzare un’autodifesa. Come il RRP in Russia che non condanna l’invasione dell’Ucraina per il suo proprio imperialismo.<br><br>

Da più di un mese, le masse iraniane affrontano la dittatura islamica. Ma nel 1978-1979, quasi la totalità del movimento operaio ha attribuito all’ayatollah Khomeini un brevetto anti-imperialista che gli ha permesso di mettersi a capo delle masse e preparare una contro rivoluzione. E’ bastato che l’ayatollah trattasse gli Stati Unti di ‘Satana’ e organizzasse un’operazione contro l’ambasciata degli Stati Uniti per finire con il convincerli. Il sostegno è arrivato non solo dal partito Tudeh staliniano, dei guerilleros, ma anche del gruppo &#8216;trotskisti&#8217; HKS e della IV Internazionale pablista di Mandel e Barnes. Migliaia di militanti hanno pagato un prezzo molto alto, con la propria vita. <br><br>

La dittatura islamista, diciamo imperialista, ovvero la sola possibilità per la borghesia iraniana di riuscire a gestire il movimento delle masse utilizzando la reazione ‘nera’ dei religiosi sciiti, semina ancora oggi la morte tra i manifestanti. Anche se lo SWP britannico ha costituito nel 2004 un fronte elettorale con i Fratelli musulmani al secondo turno delle elezioni presidenziali; anche se, nel 2012 in Egitto, gli SR hanno sostenuto il candidato dei Fratelli musulmani al secondo turno delle elezioni presidenziali; eppure le correnti ‘trotskiste’ (UIT-QI, FLTI-QI, CLC, TICR…) hanno preteso che i djihadisti portassero avanti la rivoluzione nel 2016 in Siria.<br><br>

All’epoca dell’imperialismo, la borghesia ha smesso di essere progressista, anche nei paesi dominati dall’imperialismo, solo la classe operaia è rivoluzionaria. Il sostegno alla borghesia nazionale di un paese dominato, o il sostegno di una frazione di questa borghesia, gli accordi passati con questa borghesia nel nome di una cosiddetta battaglia comune contro l’imperialismo ha sempre portato al disastro, non solo in Iran ma anche in Algeria, Venezuela, Bolivia…<br><br>

Il fronte antimperialista non fa più parte del programma comunista da quasi un secolo. Quando il termine è stato inventato, nel 1922 da Zinoviev e Radek, era già stato screditato dal massacro del Partito comunista in Turchia del 1921 per opera del regime nazionalista borghese. La contro rivoluzione portata avanti da Guomindang in Cina nel 1927 ha portato l’Opposizione di sinistra internazionale dell’IC a sostituire al fronte unito imperialista la strategia della rivoluzione permanente.<br><br>

<quote class='citations'>Se la rivoluzione indiana si sviluppa a partire da un gruppo di operai, di contadini e di piccolo-borghesi; se questo blocco viene diretto non contro l’imperialismo e feudalismo ma contro la borghesia nazionale legata a tutte le questioni fondamentali; se alla guida di questo blocco si mette il proletariato; se il blocco vince spazzando via i nemici con un’insurrezione armata, promuovendo cosi’ il proletariato al ruolo di vero dirigente di tutta la nazione, allora di pone il quesito: in quale mani sarà il potere dopo la vittoria, se non in quelle del proletariato? (Trotsky, La rivoluzione in India, 30 maggio 1930)</quote><br><br>

In India come in Cina, Trotsky ha opposto, al fronte unito con la borghesia, l’alleanza dei contadini, degli studenti e degli operai sotto l’egemonia proletaria. Evidentemente, nessun testo programmatico della IV Internazionale, dal 1929 al 1940, ha nominato il fronte unito antiimperialista. Ma nel 1951 Pablo e Mandel l’hanno fatto adottare ufficialmente con un congresso della IV Internazionale. Da allora, quasi tutte le correnti che si reclamano trotskyste si uniscono agli staliniani per difendere il fronte unito anti imperialista e si fanno fuorviare nelle alleanze, dei sostegni tattici che portano inevitabilmente a subordinare il proletariato alla borghesia.<br><br>

Tutti i “reduci” della IV Internazionale raggiungono quelli della III e II. Adottano anche loro l’opposizione borghese tra “destra” e “sinistra”. Inoltre, la LO francese pensa che la Russia non è ancora capitalista e la SL statunitense classifica nel 2022 la Cina come uno Stato operaio. I successori si adattano alle burocrazie corrotte dei sindacati. Voltano le spalle al fronte unico operaio e ai soviet. ‘Dimenticano’ una buona parte del programma comunista (armamento del proletariato, insurrezione) oltre che sostenere le rivendicazioni dei poliziotti (LO, SPEW…). Si lasciano guidare totalmente dalle forze borghesi ‘democratiche’ adottando sistematicamente la parola d’ordine dell’assemblea costituente appena il movimento delle masse minaccia lo Stato borghese. Cosi’ in Tunisia, nel 2011, ma anche in Cile nel 2019, etc… Certi hanno dato fiducia all’ONU. In Austria e in Francia, abbiamo assistito al triste spettacolo di trotskisti che sostengono le proteste dei fascisti e dei complottisti contro mascherine e vaccini nel periodo del Covid (RKOB, LO, NPA, CCR-RP…), come ha fatto anche la LCI-QI robertsonista. Ecco le basi della IV Internazionale pablista del 1963, del CWI/CIL del 1974, della LIT-IQ morenista del 1981, della IV Internazionale di Lambert nel 1983, della TSI del 1984, della CRQI del 1997, etc… Tutti questi gruppi eclettici sono esplosi da allora.<br><br>

Lenin, nel 1917, già preoccupato per l’orientamento seguito dalla direzione del Partito bolscevico mentre lui era in esilio, si era opposto ferocemente a un qualsiasi sostegno del partito a un governo borghese, contro qualsiasi concessione a una frazione della borghesia. Era persino pronto alla scissione se il Partito bolscevico avesse proseguito con quella orientazione:<br><br>

<quote class='citations'>Il nostro partito sarebbe si macchierebbe per sempre, ucciderebbe politicamente se stresso, si se prestasse ad un simile inganno… Vi prego caldamente di comunicare e far stampare che io condanno assolutamente ciò, che ogni avvicinamento con coloro de che pencolano dalla parte del social-patriottismo et si trovano sulla posizione socialpacifista, kautskiana. (Lenin, Lettera a Ganetski, 30 marzo 1917)</quote><br><br>

Non ridaremo vita alle organizzazioni degenerate, non le trasformeremo in organizzazioni rivoluzionarie. Il centrismo cristallizzato e in marcia verso il riformismo non è il punto d’appoggio per risolvere la crisi della direzione, è un ostacolo supplementare alla costruzione dell’internazionale operaia rivoluzionaria.<br><br>

Per la vittoria della rivoluzione socialista mondiale, bisogna costruire una nuova internazionale nutrita delle esperienze della Lega dei comunisti, del consiglio generale dell’AIT, dell’ala sinistra dell’IO, dei quattro primi congressi dell’Internazionale comunista, delle conferenze della IV Internazionale. Sulla base del programma comunista, bisogna cominciare a riunire, senza più tardare, i rivoluzionari proletari che oggi sono ‘dispersi’. Rendiamo questa conferenza una tappa entusiasmante di quest’opera!<br><br>

<quote class='citations'>Raccogliere questi elementi marxisti, per quanto poco numerosi essi siano all&#8217;inizio, ricordare in loro nome le parole oggi dimenticate del socialismo autentico, invitare gli operai di tutti i paesi a rompere con gli sciovinisti ed a porsi sotto la vecchia bandiera del marxismo: ecco il compito del giorno. (Lenin, Il socialismo e la guerra, agosto 1915)</quote>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abbasso la dittatura islamista in Iran!</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2022/09/21/abbasso-la-dittatura-islamista-in-iran/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=43</guid>

					<description><![CDATA[Il 13 settembre scorso, Mahsa Jina Amini, una giovane donna in visita a Teheran con la famiglia, viene arrestata per strada dalla buon costume per una ciocca di capelli che... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2022/09/21/abbasso-la-dittatura-islamista-in-iran/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
Il 13 settembre scorso, Mahsa Jina Amini, una giovane donna in visita a Teheran con la famiglia, viene arrestata per strada dalla buon costume per una ciocca di capelli che fuoriusciva dal velo.<br><br>

“<em>Le ragazze che erano nel camion della polizia con Mahsa mi hanno chiamato per dirmi che mia figlia era stata maltrattata fisicamente dai poliziotti.</em>” ha detto suo padre. Qualche ora più tardi, viene trasferita dal commissariato dove era detenuta in ospedale, ormai in stato di coma, dove morirà tre giorni dopo. Aveva 22 anni.<br><br>

Le manifestazioni scoppiano immediatamente, prima nella sua regione d’origine, il Kurdistan iraniano, per poi estendersi in più di quaranta città in tutto il paese, mobilitando numerose donne, giovani, anziani, lavoratori e studenti, che urlano in coro: A morte il dittatore! Abbasso la repubblica islamica! Donna, vita, libertà! Né lo Shah né lo Sceicco!

La repressione è feroce. Si contano già 31 morti, centinaia di feriti e centinaia di arresti.<br><br>

Nel 1978, la rivoluzione aveva infiammato l’Iran. Lo sciopero generale paralizza l’economia. I ribelli della guérilla attaccano le forze di repressione. Una parte dell’esercito si ribella e offre le proprie armi alla popolazione. Cominciano a formarsi dei consigli di lavoratori. Lo Shah fugge, il suo esercito e poliziotti si disperdono.<br><br>

Nel 1979, i governi che la borghesia tenta di mettere al potere sono troppo deboli per far muovere le masse. La parte più arretrata della borghesia iraniana e i proprietari di beni puntano sull’ayatollah Khomeini e i mollah musulmani, che erano stati contrari alle misure di modernizzazione applicate dallo Shah.<br><br>

Da una parte il clero sciita è capace di mobilitare i più poveri delle città e una parte dei giovani studenti borghesi. Dall’altra parte, Khomeini è presentato come un progressista antimperialista dalla guérilla piccolo-borghese clericale (Moudjahidines-OMPI) ma anche dalla totalità del movimento operaio, il partito ‘comunista’ ufficiale (Tudeh) i guérilleros mao-castristi (Fedayins-OGFPI e Peykar) le sette staliniste-maoiste e anche il gruppo “trotskysta” (HKS). Ciò impedisce al proletariato di mettersi a capo della rivoluzione.<br><br>

Il clero, con l’appoggio di ciò che restava dell’apparato repressivo dello Shah e con le bande clericali-fasciste, conduce una violenta contro rivoluzione nel 1979. Reprime il movimento di emancipazione delle donne,delle minoranze nazionali, vieta gli scioperi, reprime qualsiasi opposizione; nel 1980, approfittando della guerra in Irak, liquida migliaia e migliaia di rivoluzionari.<br><br>

Dopo quarant’anni, la dittatura è ancora lì, nonostante numerosi tentativi di rivolte, tutte represse nel sangue. Le più alte forze clericali si sono integrate al capitalismo servendosi di “fondazioni” per sfuggire alle imposte. Il regime è corso in aiuto in Siria alla dittatura sanguinaria di Assad che è riuscito a salvare. Le sanzioni indette dallo Stato americano toccano soprattutto i lavoratori.<br><br>

In Iran, il tasso ufficiale di povertà tocca il 46% della popolazione e l’inflazione è estimato intorno al 60%. La collera esplode. Per tentaredi impedire qualsiasi movimento rivoluzionario, il presidente Raïssi aveva avvisato fin da luglio che bisognava “<em>prendere delle misure preventive per impedire gli amici degli Iran e dell’Islam di nuocere ai valori e ai fondamenti religiosi della società</em>” e quindi rinforzare la repressione per mano degli sbirri del regime.<br><br>

Le donne della classe lavoratrice, della piccola borghesia, sono particolarmente tenute d’occhio dalla buon costume. Le forze repressive imprigionano e sparano soprattutto in Kurdistan.<br><br>

Oggi, le donne lavoratrici, la classe lavoratrice, gli studenti, la gioventù sono di nuovo tutti mobilitati contro la dittatura. <br><br>

Solidarietà internazionale delle organizzazioni dei lavoratori e delle donne di tutti i paesi, sostegno alla lotta di massa degli iraniani!<br><br>

Libertà alle donne di portare o meno il velo e di vestirsi come vogliono!<br><br>

Diritto all’autodeterminazione dei Curdi e delle altre minoranze nazionali!<br><br>

Per la laicità, per tutte le libertà democratiche, per la liberazione dei prigionieri politici!<br><br>

Perché siano tolte tutte le sanzioni americane e finiscano gli assassinii sionisti!<br><br>

Aumento immediato degli stipendi in base all’aumento del costo della vita!<br><br>

Abbasso la dittatura islamista! Sciopero generale! Autodifesa delle manifestazioni!<br><br>

Governo operaio e contadino!<br><br>

<center>21 settembre 2022</center>

<center>Collettivo rivoluzionario permanente (Austria, Spagna, Francia, Turchia)</center>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fuori l’imperialismo russo dall’Ucraina!</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2022/06/19/fuori-limperialismo-russo-dallucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=34</guid>

					<description><![CDATA[18 Luglio 2022 La guerra imperversa in Ucraina dal 24 febbraio, causando la fuga di milioni di profughi e decine di migliaia di morti e feriti tra i civili e... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2022/06/19/fuori-limperialismo-russo-dallucraina/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id='corps_texte'>
18 Luglio 2022<br><br>

La guerra imperversa in Ucraina dal 24 febbraio, causando la fuga di milioni di profughi e decine di migliaia di morti e feriti tra i civili e i militari. L’esercito russo non è riuscito a prendere la capitale. Ora sta cercando di conquistare l’intero Donbass bombardando, una per una, le città che resistono, come ha fatto in Cecenia e in Siria. Questa guerra in Europa, come quella condotta in Yemen dall’Arabia Saudita con l’accordo delle potenze occidentali, ricorda ai proletari di tutto il mondo che il capitalismo, giunto alla fase imperialista, genera inevitabilmente guerre e distruzioni nell’incessante lotta per la spartizione e la ri-spartizione del mondo tra gli Stati più potenti.<br><br>

L’Ucraina è una questione importante tra gli imperialismi occidentali e l’imperialismo russo. Nel 2014, l’Ucraina ha presentato domanda di adesione all’UE e alla NATO, a scapito delle precedenti relazioni con la Russia. Ma l’imperialismo russo, con l’annessione della Crimea e il controllo di parte del Donbass, aveva già dimostrato che questa situazione era insostenibile.<br><br>

Per lo Stato russo, la priorità accordata dallo Stato americano alla lotta contro il capitalismo cinese in espansione, il suo parziale disimpegno dai Paesi dell’Europa e dell’Asia occidentale e il suo ritiro disordinato dall’Afghanistan hanno offerto l’opportunità di allentare la morsa economica e militare dell’imperialismo occidentale. Avendo questi ultimi fatto sapere che non sarebbero intervenuti militarmente, Putin ha lanciato le sue truppe con l’obiettivo di annettere completamente l’Ucraina o di installare un governo fantoccio ai suoi ordini. Putin ha dichiarato il 21 febbraio: “L’Ucraina non è una nazione, ma un’invenzione di Lenin e dei bolscevichi. Stalin ha tentato di porre rimedio a questa folle invenzione, ma ha fallito”.<br><br>

I comunisti internazionalisti sono risolutamente dalla parte del paese dominato contro l’aggressione di una potenza imperialista, come Lenin e Trotsky hanno sempre sostenuto. Il rafforzamento della pressione della NATO sulla Russia attraverso lo sviluppo delle sue basi militari è indiscutibile, ma le rivalità tra le potenze non giustificano in alcun modo la messa in discussione dell’esistenza stessa dell’Ucraina. Il compito del proletariato ucraino come del proletariato mondiale consiste nel difendere, su una base di indipendenza di classe, questo diritto all’indipendenza lottando per la rivoluzione socialista in Ucraina, per l’internazionalismo, per la federazione degli Stati Uniti Socialisti d’Europa.<br><br>

Il governo ucraino è un governo borghese notoriamente corrotto, l’esercito ucraino è un esercito borghese che ha integrato battaglioni fascisti, ma i comunisti internazionalisti difendono incondizionatamente l’Ucraina contro l’aggressione imperialista russa, come hanno difeso l’Iraq o la Serbia in mano ai nazionalisti borghesi contro le aggressioni della coalizione di imperialismi guidata dagli USA, così come hanno sostenuto il popolo arabo di Palestina contro la colonizzazione sionista nonostante il carattere borghese della leadership del movimento nazionale palestinese (Fatah, Hamas), così come condannano la guerra condotta in Yemen dall’Arabia monarchica e antisemita alleata degli imperialismi “democratici”. Oggi più di ieri, il sostegno alla vittima dell’oppressione imperialista non è il sostegno al suo regime, al suo governo, non è il sostegno a Zelensky.<br><br>

<h3>Per una prospettiva rivoluzionaria in difesa dell’Ucraina</h3>

Lo Stato russo giustifica la sua aggressione con il pretesto del “genocidio” della minoranza russofona che vive in Ucraina, soprattutto nel Donbass. In realtà, i diritti e le libertà delle minoranze sono utilizzati dai diversi imperialismi in base ai loro interessi. Nel 2014, il governo ucraino perseguita la minoranza “russa” e lavora per rafforzare i suoi legami con l’imperialismo europeo e statunitense. L’imperialismo russo, a sua volta, utilizza questa oppressione nel 2014 per annettere la Crimea da un lato e per spingere alla secessione, anche attraverso un massiccio sostegno militare, le regioni di Donetsk e Lugansk nel Donbass. I diritti delle minoranze “ucraine” e tatare non sono rispettati.<br><br>

Con Lenin, sosteniamo il rispetto del multilinguismo e l’uguaglianza dei diritti di tutte le minoranze nazionali, compreso il diritto all’autonomia o alla separazione. Ma in nessun caso questo richiamo ai diritti intangibili delle minoranze può portare a giustificare l’invasione imperialista russa.<br><br>

I comunisti internazionalisti sono per la sconfitta dell’imperialismo russo in Ucraina. L’Ucraina ha il diritto di ottenere armi per difendersi, anche se gli imperialismi statunitense ed europeo che le forniscono perseguono i loro obiettivi, che sono almeno quelli di mantenere l’Ucraina sotto la loro influenza. La sconfitta dell’Ucraina significherà lo schiacciamento del proletariato ucraino, il rafforzamento dell’imperialismo russo e della dittatura di Putin sul proletariato russo. Al contrario, la sconfitta dell’imperialismo russo aprirebbe la strada all’insurrezione del proletariato russo, permettendo al proletariato ucraino di organizzarsi e lottare per proprio conto! Questa è la nostra prospettiva!<br><br>

Gli imperialismi statunitense ed europeo hanno scatenato una serie di sanzioni contro la Russia, senza arrivare a privarsi delle forniture di gas e petrolio che restano indispensabili per i capitalismi europei. Si fa molto rumore sul congelamento dei beni degli oligarchi russi, ma da un lato questo congelamento non è certo un esproprio da parte del proletariato russo; dall’altro è abbastanza facilmente aggirabile grazie alla benevolenza dei vari paradisi fiscali verso le grandi fortune. D’altra parte, le sanzioni economiche, come l’embargo su alcune importazioni o esportazioni russe, colpiscono in primo luogo la popolazione russa, portando ad esempio alla disoccupazione di migliaia di lavoratori nelle fabbriche di automobili. E minacciano anche i lavoratori di tutto il mondo.<br><br>

Inoltre, gli imperialismi occidentali stanno approfittando della situazione per aumentare il loro budget militare e rafforzare le basi militari della NATO intorno alla Russia, gli Stati Uniti hanno inviato 20.000 soldati in più in Europa, l’imperialismo francese ha inviato contingenti di soldati in Romania, etc.<br><br>

<h3>La continuazione dell’imperialismo è un flagello per l’umanità</h3>

La guerra in Ucraina è un punto di svolta nella situazione mondiale. L’imperialismo russo, che ha cercato il sostegno dell’imperialismo cinese, è contrapposto all’imperialismo statunitense e ai principali imperialismi europei. Questi ultimi sono molto attenti a non oltrepassare la linea sottile che li tiene lontani da un coinvolgimento diretto nel conflitto, ma questa guerra potrebbe trasformarsi in una guerra interimperialista. Lo stallo dell’esercito russo in Ucraina, intollerabile per Putin, può portare a un’escalation militare e far precipitare una guerra interimperialista.<br><br>

L’invasione aumenta il già enorme numero di sfollati nel mondo, oltre 90 milioni. La guerra in Ucraina sta già avendo conseguenze economiche drammatiche in molti dei paesi dominati, ma anche per i proletari e tutti gli strati impoveriti dei paesi sviluppati. L’interruzione delle forniture di cereali dall’Ucraina e dalla Russia, ma anche di fertilizzanti, di vari minerali come il nichel, etc., sta facendo impennare i prezzi, alimentati dalla speculazione. Ad esempio, in molti Paesi dell’Asia occidentale e del Nord Africa il pane sta finendo o sta diventando inaccessibile. Il prezzo del gas e del petrolio, di cui la Russia è uno dei principali esportatori, continua a salire. L’inflazione sta accelerando, raggiungendo l’8,5% negli Stati Uniti, quasi il 10% in Spagna, più del 61% in Turchia, più del 55% in Argentina e più del 20% in Algeria&#8230; causando la fusione dei salari, delle pensioni, dei benefici e degli aiuti, laddove esistono. Diverse banche centrali stanno già aumentando i tassi di interesse sui loro prestiti alle banche, la crescita sta rallentando e si stanno accumulando i segnali di una possibile nuova crisi capitalistica globale.<br><br>

Questo rafforza le contraddizioni tra gli Stati imperialisti, tra le potenze regionali. Il peso del militarismo ricade sempre più sui produttori con l’aumento generale delle spese militari. La classe capitalista, mentre trascina inesorabilmente il pianeta in una catastrofe ecologica e climatica, intende sempre salvaguardare il proprio tasso di profitto scaricando sui lavoratori, sulle popolazioni dei paesi dominati il conto della guerra e delle sue crisi. La discriminazione religiosa, la xenofobia, il razzismo, le persecuzioni contro i rifugiati e i migranti sono usati apertamente dai governi borghesi che rafforzano le polizie e gli eserciti, riducono le libertà e criminalizzano la protesta sociale.<br><br>

<h3>Per un’Internazionale operaia rivoluzionaria</h3>

I burocrati sindacali ucraini dell’UPF e del KVPU sostengono Zelensky nello stesso modo in cui il Partito “Comunista” della Federazione Russa (KPRF) sostiene Putin. Altrove, l’allineamento dei principali leader sindacali e dei partiti riformisti (SPD, PD, Partito del Lavoro, PS, PCF, PSOE, DSA&#8230;) con la NATO, il sostegno diretto o indiretto dato da altri partiti riformisti (PT brasiliano, vari partiti “comunisti”) all’imperialismo russo lascia la classe operaia mondiale paralizzata, senza una propria prospettiva contro la guerra in Ucraina. Si limita a un sostegno al proprio imperialismo o a una semplice solidarietà con le vittime della guerra.<br><br>

Eppure, la mobilitazione del proletariato mondiale potrebbe porre fine alla guerra, potrebbe aprire la strada al proletariato russo. In Russia, le manifestazioni contro la guerra sono state violentemente represse, ma non sono state fermate, i giovani hanno perfino attaccato gli uffici di reclutamento dell’esercito. In Ucraina, lo sciovinista Zelensky ha messo al bando i partiti di opposizione, il Parlamento ha sospeso le leggi a tutela dei lavoratori e vietato gli scioperi.<br><br>

Un partito rivoluzionario dei lavoratori ucraini si rivolgerebbe ai soldati dell’esercito russo e li metterebbe contro il loro governo e il loro Stato.<br><br>

Contro la collaborazione di classe delle burocrazie operaie corrotte, i comunisti internazionalisti chiedono che le direzioni sindacali e i partiti riformisti rompano con la borghesia. Per sconfiggere l’imperialismo e le sue guerre, i lavoratori devono esigere il fronte unico delle loro organizzazioni di massa su queste parole d’ordine:<br><br>

<ul><li>Fuori l’imperialismo russo dall’Ucraina!</li>
<li>Nessun sostegno alla NATO o all’imperialismo europeo o statunitense!</li>
<li>Ritiro delle truppe degli imperialismi occidentali dall’Europa centrale!</li>
<li>Ritiro delle truppe statunitensi da tutta l’Europa!</li>
<li>Scioglimento della NATO! Abbasso le sanzioni economiche che colpiscono prima il proletariato russo!</li>
<li>Per la rivoluzione socialista in Ucraina come in Russia!</li></ul>

Per gli Stati Uniti Socialisti d’Europa da Lisbona a Vladivostok!<br><br>

I lavoratori di tutto il mondo hanno bisogno di un’Internazionale operaia rivoluzionaria che li liberi dalla morsa dei leader dei partiti riformisti e dei burocrati sindacali che seminano il veleno delle illusioni parlamentari, dello sciovinismo, del compromesso con la borghesia o con l’imperialismo.<br><br>

<ul><li>Indicizzazione dei salari all’inflazione!</li>
<li>Controllo dei lavoratori sull’attività dei servizi e delle imprese essenziali e chiusura di quelli che non lo sono!</li>
<li>Espropriazione dei gruppi capitalistici!</li>
<li>Piano di produzione deciso dal popolo per soddisfare i bisogni sociali preservando l’ambiente e il futuro dell’umanità!</li>
<li>Governo operaio basato su consigli operai, distruzione dello Stato borghese e dissoluzione dell’esercito professionale, dei corpi di repressione della polizia e delle bande fasciste da parte dei lavoratori in armi!</li>
<li>Federazione Socialista Mondiale!</li></ul>

<center>Collettivo Rivoluzione Permanente (Austria, Spagna, Francia, Turchia)</center>

<center>Comitato provvisorio internazionale di ricostituzione dell’Opposizione Trotskista Internationale (OTI)</center>

<center>Partito Comunista dei Lavoratori (Italia)</center>

</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piattaforma del Collettivo Rivoluzione Permanente</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2017/11/01/piattaforma-del-collettivo-rivoluzione-rermanente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=39</guid>

					<description><![CDATA[Scarica la piattaforma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<iframe src="/documents/CRC18_ITA.11.pdf" width="100%" height="700px"> </iframe>

<a href="/documents/CRC18_ITA.11.pdf">Scarica la piattaforma</a>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grecia: per un governo operaio-contadino che azzeri il debito</title>
		<link>https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2015/01/19/grecia-per-un-governo-operaio-contadino-che-azzeri-il-debito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.revolucionpermanente.com/italiano/?p=37</guid>

					<description><![CDATA[Nonostante le calunnie, i raggiri e la repressione da parte del governo Samarás (ND-Pasok), nonostante le ingerenze della Commissione europea e del governo tedesco nel decorso della campagna elettorale, la... <a href="https://www.revolucionpermanente.com/italiano/2015/01/19/grecia-per-un-governo-operaio-contadino-che-azzeri-il-debito/">Read more &#187;</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id="corps_texte">
Nonostante le calunnie, i raggiri e la repressione da parte del governo Samarás (ND-Pasok), nonostante le ingerenze della Commissione europea e del governo tedesco nel decorso della campagna elettorale, la Coalizione della sinistra radicale (Syriza)è data come vincitrice alle elezioni politiche greche del prossimo 25 gennaio scorso.<br><br>

<h3>Uno degli anelli deboli dell’Unione europea</h3>

Nessuna nazione è sfuggita alla crisi capitalista mondiale del 2007-2009 ; però, ognuna ne ha subito gli effetti in modo diverso. La Greci aveva registrato una crescita economica notevole (il PIL era aumentato mediamente del 4% per anno) sin dalla sua adesione all’Unione europea nel 1981 à (EEC) voluta dalle borghesie imperialiste tedesca e francese. Nel 2007, apparse invece come il suo anello più debole. Il capitalismo greco versò in una vera e propria depressione, pagata a caro prezzo dal lavoratori delle città e delle campagne (in particolar modo nelle loro componenti giovanile e immigrata). <br><br>

Le entrate dello Stato erano già scemate per via dell’evasione dei gruppi capitalisti (gli armatori, ad esempio, non pagavano praticamente nessuna tassa e della cupidigia del clero (la Chiesa cristiana ortodossa non paga tasse sul patrimonio, mentre è di fatto il maggior proprietario fondiario del paese, possiede gran parte dei quartieri più prestigiosi delle città turistiche ed è azionaria della Banca nazionale greca). <br><br>

La recessione ha ulteriormente diminuito l’introito fiscale. Così lo Stato si è indebitato maggiormente sul mercato finanziario internazionale, ma si è sempre più imbattuto nella reticenza dei creditori (banche compagnie di assicurazione, fondi pensionistici) ormai diffidenti per via dell’entità del debito pubblico e della crisi economica. Di conseguenza, nell’aprile del 2010 la Grecia è stata costretta a ricorrere all’Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale (IMF), l’ente finanziario comune alle potenze mondiali sempre dominate dagli Stati Uniti. Sin dal mese di maggio 2010, lo Stato greco ricevette così complessivamente 227 miliardi di euro di prestiti dal Fondo europeo di stabilità finanziario e dall’IMF. In cambio, la borghesia greca dovette rinunciare al sogno di diventare la potenza regionale e subire l’umiliazione dell’ingerenza della Troika (EEC, Banca centrale europea, IMF).<br><br>

<h3>La preservazione dei profitti dei gruppi capitalisti</h3>

I prestiti dell’EEC e dell’IMF sono confluiti nelle tasche dei gruppi finanziari in due modi&nbsp;: il rimborso dei debiti e il pagamento degli interessi ai creditori internazionali, la ri-capitalizzazione delle banche greche. <br><br>

Il patrimonio nazionale (incluse le imprese pubbliche) è stato svenduto ai grandi gruppi imperialisti (tra cui quelli cinesi). I popi sono rimasti a carico dello Stato e l’apparato repressivo è stato risparmiato. Il governo precedente aveva persino appena aumentato gli stipendi di poliziotti e giudici. L’esercito come la polizia continuano ad acquistare attrezzature presso i gruppi dell’industria di armamento francesi, americani, tedeschi e belgi. Stando ai criteri europei, le forze di polizia, si rivelano particolarmente brutali. L’esercito continua a far pesare sulla vita politica la minaccia di un golpe. Insieme col clero, esso aizza lo sciovinismo e alimenta le tensioni colla vicina Turchia.<br><br>

Col pretesto delle pretese avanzate dalla «<em>troika</em>», i governi dei due principali partiti borghesi ND e PASOK, separatamente o in blocco, hanno, da 7 anni a questa parte, sacrificato le spese sociali a scapito degli ospedali e della scuola. Gli effetti deleteri sulla popolazione lavoratrice sono venuti ad aggiungersi quelli ella disoccupazione massiccia (il tasso ufficiale di disoccupati è del 27,6%). La classe operaia si è così ritrovata super-sfruttata e impoverita. Gli stipendi sono diminuiti del 38%, le pensioni del 44%, il tasso di suicidi è aumentato del 44% in 4 anni. <br><br>

<h3>I tentativi di diversione&nbsp;: 4 elezioni politiche, 32 giornate d’azione </h3>

Finora il malcontento della popolazione è stato arginato tramite le elezioni organizzate dalla classe dominante (settembre 2007, ottobre 2009, maggio 2012, giugno 2012)e la politica delle burocrazie operaio. L’assommarsi della crisi capitalista, dell’umiliazione nazionale e dell’incapacità delle organizzazioni operaie di massa di difendere le conquiste sociali, di lottare contro i governi del PSAOK o di ND, di aprire una prospettiva rivoluzionaria ha agevolato la crescita dei partiti fascisti&nbsp;: Laos e soprattutto XA (Alba dorata).<br><br>

I vertici sindacali (Adedy, Gsee, Pame) hanno moltiplicato le «<em>&nbsp;giornate d’azione&nbsp;</em>» senza efficacia nello scopo di impedire lo sciopero generale onde proteggere il capitalismo greco, coll’appoggio dei partiti riformisti (Syriza, KKE, Dimar) e dei gruppi centristi. <br><br>

<quote class="citations">Un segno del potenziale a tale fine è stato l’intensificarsi delle lotte sociali in Grecia alla fine dello scorso anno, mentre incombeva la crisi politica-in particolar modo il primo sciopero generale indetto dalle principali organizzazioni sindacali da sette mesi. (ISO Stati Uniti, Socialist Worker, 13 gennaio 2015)</quote>

<quote class="citations">Ogni vittoria è sorta dalla lotta dei lavoratori-in particolare 32 scioperi generali. Fare in modo che si prosegua tale andazzo sarà la chiave che consentirà di concretizzare la speranza promessa da Syriza. (SWP Gran Bretagna, Socialist Worker, 13 gennaio 2015)</quote>

<quote class="citations">Tale mutamento politico è il frutto della resistenza sociale agli attacchi delle classi dominanti e dell’EU. Quasi 30 giornate di sciopero nazionale… (QI, Inprecor, gennaio 2015)</quote>

La Syriza, il KKE e la Dimar sono sorti dallo stalinismo che ha disarmato la rivoluzione greca quando l’esercito britannico intervenne per salvare il capitalismo e il suo stato nel 1944. Nessuna di queste organizzazioni è riuscita a superare l’eredità dello stalinismo (il «<em>socialismo in un solo paese</em>», il sinistrismo, la collaborazione di classe colla borghesia …).<br><br>

La Sinistra democratica (Dimar) è favore di alleanze colla Syriza come anche coi Verdi e col PASOK, un partito nazionalista borghese membro dell’Internazionale «<em>socialista</em>». La Dimar ha perfino partecipato dal giugno 2012 al giugno 2013 al governo borghese e anti-operaio di Samarás colla ND e il PASOK. <br><br>

Sin dall’inizio della crisi economica e politica, il Partito comunista greco (KKE) è intento a creare una forsennata divisione nelle file dei lavoratori e degli studenti&nbsp;: crea scissioni nelle centrali sindacali a favore della propria frazione (PAME) la quale organizza manifestazioni separate. Anche se rivendica l’obiettivo del socialismo, lo situa in un futuro lontano. Il suo sedicente socialismo si limita alla proprietà statale dei mezzi di produzione, e per giunta nel solo ambito delle ristrette frontiere della Grecia. <br><br>

<h3>Le pericolose illusioni seminate da Syriza</h3>

La maggioranza relativa dei voti basterebbe ad assicurare una maggioranza alla Syriza. Essa chiede una «<em>conferenza sul debito europeo</em>» coll’obiettivo di ridurre dei due terzi il debito greco. Nel frattempo, chiede una «<em>moratoria</em>» sul servizio del debito (rimborsi giunti a scadenza, pagamento degli interessi. Chiede altresì che vengano detratte alcune spese statali (come quella dovuta alla ri-capitalizzazione delle banche)dal disavanzo pubblico. <br><br>

La tutela della Troika scadrà nella prossima primavera, a prescindere da chi sarà allora al governo. Pochi sono gli economisti che ritengono che lo Stato greco sarà mai in grado di rimborsare la totalità dei prestiti contratti (318 miliardi di euro, ossia il 175% del prodotto interno lordo). La Syriza aveva già fatto un passo indietro prima ancora di accedere al governo dato che una parte del consenso da essa riscosso era dovuto al suo programma del 2012, quando essa rivendicava l’azzeramento unilaterale della totalità del debito. Ora, come si vede, ritiene invece che una quota del debito dovrà essere pagata dai lavoratori greci.<br><br>

Il resto del programma avanzato da Alexis Tsipras a dicembre poggia su «<em>quattro pilastri</em>». Per affrontare la crisi umanitaria, il governo prevede di sovvenzionare i prodotti alimentari base per le famiglie povere (ossia solo 300.000 di loro), le cure mediche per i disoccupati privi di assicurazione. Per rilanciare la crescita, esso propone di sopprimere la tassa fondiaria dei piccoli possidenti, di alzare la soglia della tassa sul reddito dei singoli contribuenti, e di creare una banca per l’investimento (a fianco del tradizionale sistema bancario. Per quanto riguarda l’occupazione, si propone di sospendere le misure avverse al diritto del lavoro, di ristabilire il salario minimo a quota 751 euro mensili, di creare posti di lavoro. Insomma,si tratterebbe così di rafforzare la democrazia tramite nuove leggi, però senza cessare di finanziare il clero, senza sciogliere gli organi di repressione, senza armare il popolo. <br><br>

La Syriza intende dunque riformare il capitalismo greco, mettendosi alla testa dello Stato borghese senza chiamare in causa la proprietà privata dei mezzi di produzione né espropriare il grande capitale e la Chiesa e rimanendo nella NATO. Vero è che molte delle misure annunciate sono progressiste e se verranno effettivamente messe in atto, si meriteranno l’appoggio dei lavoratori. Ma non è affatto sicuro che vengano mai varate quando il capitale e le sue bande armate, siano esse legali o fasciste, si faranno minacciose. L’esempio dell’UP nel Cile del 1973 oppure dell’Unione della Sinistra nella Francia del 1982 insegnano che i riformisti sono soliti capitolare di fronte alla propria classe dominante.<br><br>

Numerose correnti centriste (tra cui la «<em>4a Internazionale</em>» legata al NPA francese) non nascondono il proprio entusiasmo di fronte ai sondaggi. Secondo loro, basterebbe che i lavoratori, dopo le elezioni, si mobilitassero per sostenere la politica della Syriza e spingerla nel senso giusto. <br><br>

<quote class="citations">Alle politiche del 25 gennaio, una sconfitta clamorosa dei partiti di destra e una vittoria di Syriza potrebbero fare cambiare marcia alla lotta contro le politiche dell’austerità in tutta l’Europa. (QI, Inprecor, gennaio 2015)</quote>

<quote class="citations">Le poste in gioco sono alte— ecco perché SYRIZA e la classe operaia greca hanno bisogno della solidarietà in tutta l’Europa e nel mondo intero per resistere alla bancocrazia e farla finalmente finita coll’incubo dell’austerità. (ISO, Socialist Worker, Stati Uniti, 6 gennaio 2015)</quote>

In Francia, il 19 gennaio, i Verdi (EELV), il Partito di Sinistra (PdG) e il PCF hanno organizzato un comizio di solidarietà con Syriza. Il partito borghese ecologista EELV fino a tempi recenti partecipava al governo Hollande, anche quando detto governo diminuì le pensioni dei lavoratori e qaundo intervenne nel Mali. Il PCF e il fondatore del PdG fecero parte del governo Jospin che privatizzò a tutta forza e partecipò alla guerra della NATO contro la Serbia. Sempre in quel paese, il sostegno del partito fascitoide FN alla Syriza, per altro molto imbarazzata da tale appoggio, dimostra che il programma di quest’ultima è rispettoso del capitalismo.<br><br>

<b>Per la rottura delle organizzazioni operaie colla borghesia</b>

Nessuna lavoratrice, nessun lavoratore può sostenere i partiti borghesi (Pasok, ND, To Potami, Alba dorata XA…)&nbsp;; se essa /esso vuole vuole votare, può farlo solo per i candidati del movimento operaio (Dimar, Syriza, KKE, Antarsya, OKDE-EP, EEK). <br><br>

Se la Syriza e il KKE rompessero colla propria borghesia e colle borghesie europee, susciterebbero un’ondata di entusiasmo della classe operaia in Grecia e molto al di là di quel paese. Ma questi partiti operai borghesi preparano solo nuove delusioni e accrescono così il rischio di un golpe militare e fascista.<br><br>

Per andare verso il socialismo, bisogna dar vita a un partito operaio rivoluzionario che affronti la classe dominante e l’imperialismo, unitamente colla costruzione di un’internazionale comunista. <br><br>

Azzeramento del la debito pubblico! Espropriazione delle banche e delle grosse imprese!<br><br>

Ritiro dalla NATO! Scioglimento di esercito e polizia!&nbsp;Armamento del popolo contro polizia e fascisti! Diritti démocratici per i soldati di leva! <br><br>

Separazione di Chiesa e Stato! <br><br>

Unità tra lavoratori greci e immigrati!&nbsp;Comitati che raggrupino tutti i lavoratori nelle imprese, le pubbliche amministrazioni, i quartieri, i paesi di provincia, le università, per il controllo operaio e popolare!&nbsp;<br><br>

Governo operaio e contadino! Stati Uniti socialisti d’Europa, Turchia inclusa!
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
